Marianna Accerboni

Attraverso vedute e personaggi della città di Milano, di Vienna e dell’Istria, Mapelli ripercorre, forse inconsapevolmente, le matrici delle sue origini, che affondano nelle certezze formali e nel dibattito introspettivo innescato dalla cultura mitteleuropea nel novecento e nella poetica del fare lombarda. Dimostrando una capacità documentaria, acuta ed espressiva, che per certi evoca l’icasticità di grandi dell’arte del terz’occhio quali Robert Capa nel descrivere con vivezza l’Italia del dopoguerra o di Fosco Maraini nel vivo racconto del nostro Sud.

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