Castello di Sully sur Loire

L’imponente fortezza, in gran parte costruita prima del 1360, sorge all’ingresso del paese di Sully sur Loire. Il castello, di pianta rettangolare e con torri rotonde agli angoli, conserva ancora il suo aspetto singolare grazie al mastio massiccio, le torri rotonde agli angoli e i fossati ancora in acqua, interamente realizzati nel XVII sec. dal duca di Sully e necessari per proteggere l’edificio dalle piene del fiume.

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“Un eccezionale paesaggio culturale, di grande bellezza, formato da città e villaggi storici, grandi monumenti culturali – i castelli – e terre che sono state coltivate e plasmate da secoli di interazione fra le popolazioni locali ed il loro ambiente fisico, in particolare dallo stesso fiume Loira.”

Queste sono le parole con cui il Comitato per il Patrimoni dell’Umanità giustificò la sua iscrizione nella lista di quei siti che rappresentano delle particolarità da un punto di vista culturale o naturale. Il 2 dicembre del 2000 l’UNESCO riconobbe la parte centrale del fiume Loira, fra Maine et Loire e Sully sur Loire, come luogo patrimonio dell’umanità.

Barbara Mapelli, Castello di Sully, Valle della Loira, Francia
Barbara Mapelli, Castello di Sully, Valle della Loira, Francia

Grazie alla sua centralità geografica, la Valle per lungo tempo fu lo specchio della storia di Francia. I primi castelli, per lo più semplice fortificazioni, furono costruiti a partire dal X secolo. Nel XV secolo, sotto i  Valois, iniziò la fase di metamorfosi del castello feudale. La sua originaria funzione difensiva venne persa. Dal momento che la pace interna fu assicurata, questi luoghi prediletti dei re, si trasformarono in luoghi di piacere, residenze estive o tenute di caccia, quasi sempre circondati da vasti parchi attraversati da corsi d’acqua e costellati da laghetti e stagni. Molto presto sorsero numerosissime residenze in stile rinascimentale e gli imperatori Carlo VIII, Luigi XII e Francesco I assimilarono la cultura italiana chiamando a se numerosi artisti e architetti della penisola per progettare e adornare le loro residenze. Dagli scultori e medaglisti Francesco Laurana, Niccolò Spinelli e Giovanni Candida, tra i primi a lavorare presso le corti francesi, agli artisti condotti da Carlo VIII nel 1495 come Fra’ Pacello da Mercogliano, monaco e giardiniere napoletano inventore dei bellissimi giardini di Blois e Amboise, fino all’illustre genio rinascimentale Leonardo da Vinci, chiamato da Francesco I per progettare il Canale di Amboise.

Ogni castello di questi luoghi possiede una storia avvincente da raccontare che con grazia custodisce e regala a ogni visitatore. Un racconto che vi narreremo lungo il nostro itinerario.

L’imponente fortezza, in gran parte costruita prima del 1360, sorge all’ingresso del paese di Sully sur Loire. Il castello, di pianta rettangolare e con torri rotonde agli angoli, conserva ancora il suo aspetto singolare grazie al mastio massiccio, le torri rotonde agli angoli e i fossati ancora in acqua, interamente realizzati nel XVII sec. dal duca di Sully e necessari per proteggere l’edificio dalle piene del fiume. La porta di accesso, situata sul lato sud e fiancheggiata da due torri cilindriche, originariamente era accessibile da un ponte levatoio che sorpassava un piccolo fossato oggi riempito.

Barbara Mapelli, Castello di Sully, Valle della Loira, Francia
Barbara Mapelli, Castello di Sully, Valle della Loira, Francia

Collocato all’incrocio di più strade, tre terrestri e una fluviale, il castello di Sully è avvolto ancora nel mistero.  Ancora oggi sono molte le domande che attendono una risposta.

Alla fine del XIV secolo, su progetto dell’architetto del re Raymond du Temple, Guy de la Trémoïlle fece costruire sul lato nord, il donjon rettangolare e le quattro torri cilindriche molto sporgenti. Nella parte superiore sono visibili i cammini di ronda muniti di merli con piombatoi e feritoie.  A sud-est della corte si trova il cosiddetto “Petit château” o “piccolo castello”, della metà del Quattrocento, abituale residenza dei signori di Sully. Questa parte fu interamente rifatta dopo l’incendio del 1918. In queste stanze è possibile ammirare la camera del duca, costituito da un soffitto a cassettoni e ornato da motti e simboli relativi al titolo di Gran Maestro d’Artiglieria.

Nel 1602 la proprietà passò a Maximilien de Béthune, meglio noto con il nome di duca di Sully, celebre ministro delle Finanze e consigliere del re Enrico IV. Il duca intraprese importanti lavori di trasformazione del castello. Entrato al servizio del sovrano a soli 12 anni, la sua vita va annoverata per le sue abili capacità e mansioni. Oltre a essere il miglior artigliere del suo tempo fu anche un abile amministratore in diversi settori dello Stato: Finanze, Agricoltura, Industria e Lavori Pubblici. Dopo l’assassinio di Enrico IV, a partire dal 1611 il ministro lentamente abbandonerà la scena politica. Giurando però fedeltà a re Luigi XIII, grazie a Richelieu verrà nominato maresciallo di Francia. Con una pressa da stampa installata in una torre del castello, il duca di Sully fece stampare il suo libro dal titoli Memorie delle sagge e regie economie di Stato di Enrico il Grande, redatto dopo la morte del re.

Barbara Mapelli, Castello di Sully, Valle della Loira, Francia
Barbara Mapelli, Castello di Sully, Valle della Loira, Francia

Gli interni sono belli e sfarzosi e rispecchiano tutta la magnificenza e la grandezza di un’epoca. Dalla sala in cui è possibile ammirare la tomba del duca di Sully e di sua moglie, si passa attraverso le due sale  di dimensione medioevale con arredi originali del tempo.

Nella sala bassa, possiamo ammirare gli arazzi provenienti dalle botteghe parigine, raffigurante la storia di Psiche secondo le Metamorfosi di Apuleio.

Al primo piano è situato il salone d’onore. Sulle pareti in tessuto rosso sono appesi i ritratti dei discendenti del primo duca di Sully e di suo fratello Filippo. In questa stanza Voltaire fece rappresentare Artemisia e vi scrisse l’Enriade. Oltre a Voltaire il castello ospitò anche Giovanna d’Arco, Carlo VII e il marchese de La Fayette.

Non meno sfarzoso la camera del re, dove è situato il letto dalle tende azzurre e oro che troneggia in posizione centrale, gli arazzi del XVII sec e i mobili in stile Luigi XIII. Nella sala superiore del torrione è possibile ammirare una delle più belle capriate di epoca medioevale. Lo splendido soffitto gotico in quercia, costruito alla fine del XIV secolo, è ancora in buono stato di conservazione grazie alle antiche all’abilità dei carpentieri di un tempo.

 

Barbara Mapelli

 

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