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Il castello di Sully sur Loire

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L’imponente fortezza, in gran parte costruita prima del 1360, sorge all’ingresso del paese di Sully sur Loire. Il castello, di pianta rettangola e con torri rotonde agli angoli, conserva ancora il suo aspetto singolare grazie al mastio massiccio, le torri rotonde agli angoli e i fossati ancora in acqua, interamente realizzati nel XVII sec. dal duca di Sully e necessari per proteggere l’edificio dalle piene del fiume. La porta di accesso, situata sul lato sud e fiancheggiata da due torri cilindriche, originariamente era accessibile da un ponte levatoio che sorpassava un piccolo fossato oggi riempito. Collocato all’incrocio di più strade, tre terrestri e una fluviale, il castello di Sully è avvolto ancora nel mistero. Ancora oggi sono molte le domande che attendono una risposta.

 

Alla fine del XIV secolo, su progetto dell’architetto del re Raymond du Temple, Guy de la Trémoïlle fece costruire sul lato nord, il donjon rettangolare e le quattro torri cilindriche molto sporgenti. Nella parte superiore sono visibili i cammini di ronda muniti di merli con piombatoi e feritoie. A sud-est della corte si trova il cosiddetto “Petit château” o “piccolo castello”, della metà del Quattrocento, abituale residenza dei signori di Sully. Questa parte fu interamente rifatta dopo l’incendio del 1918. In queste stanze è possibile ammirare la camera del duca, costituito da un soffitto a cassettoni e ornato da motti e simboli relativi al titolo di Gran Maestro d’Artiglieria.


Nel 1602 la proprietà passò a Maximilien de Béthune, meglio noto con il nome di duca di Sully, celebre ministro delle Finanze e consigliere del re Enrico IV. Il duca intraprese importanti lavori di trasformazione del castello. Entrato al servizio del sovrano a soli 12 anni, la sua vita va annoverata per le sue abili capacità e mansioni. Oltre a essere il miglior artigliere del suo tempo fu anche un abile amministratore in diversi settori dello Stato: Finanze, Agricoltura, Industria e Lavori Pubblici. Dopo l’assassinio di Enrico IV, a partire dal 1611 il ministro lentamente abbandonerà la scena politica. Giurando però fedeltà a re Luigi XIII, grazie a Richelieu verrà nominato maresciallo di Francia. Con una pressa da stampa installata in una torre del castello, il duca di Sully fece stampare il suo libro dal titoli Memorie delle sagge e regie economie di Stato di Enrico il Grande, redatto dopo la morte del re.

 
 

Gli interni sono belli e sfarzosi e rispecchiano tutta la magnificenza e la grandezza di un’epoca. Dalla sala in cui è possibile ammirare la tomba del duca di Sully e di sua moglie, si passa attraverso le due sale di dimensione medioevale con arredi originali del tempo. Nella sala bassa, possiamo ammirare gli arazzi provenienti dalle botteghe parigine, raffigurante la storia di Psiche secondo le Metamorfosi di Apuleio. Al primo piano è situato il salone d’onore. Sulle pareti in tessuto rosso sono appesi i ritratti dei discendenti del primo duca di Sully e di suo fratello Filippo. In questa stanza Voltaire fece rappresentare Artemisia e vi scrisse l’Enriade. Oltre a Voltaire il castello ospitò anche Giovanna d’Arco, Carlo VII e il marchese de La Fayette.


Non meno sfarzoso la camera del re, dove è situato il letto dalle tende azzurre e oro che troneggia in posizione centrale, gli arazzi del XVII sec e i mobili in stile Luigi XIII. Nella sala superiore del torrione è possibile ammirare una delle più belle capriate di epoca medioevale. Lo splendido soffitto gotico in quercia, costruito alla fine del XIV secolo, è ancora in buono stato di conservazione grazie alle antiche all’abilità dei carpentieri di un tempo.


Barbara Mapelli